27 febbraio 2015

50 anni di Linus: un incontro a Milano


Giovedì 5 marzo 2015, ore 15:00
Sala Napoleonica di Palazzo Greppi, Via Sant’Antonio 12, Milano

A 50 anni dalla pubblicazione del primo numero di Linus (aprile 1965), storica rivista di fumetti che inaugurò una stagione di letture all’insegna di una rivalutazione culturale del genere, l’Università degli Studi di Milano organizza un incontro per celebrarne l’anniversario e ripercorrerne la significativa esperienza editoriale.

L’incontro, presieduto da Bruno Falcetto (titolare della cattedra di Letteratura Italiana Otto-Novecentesca), avrà luogo il 5 marzo 2015 alle ore 15 presso la Sala Napoleonica di Palazzo Greppi, in via Sant’Antonio 12, e sarà animato dagli interventi di Bruno Cavallone (traduttore delle strisce di Linus sin dagli albori), dei semiologi Umberto Eco e Daniele Barbieri (autori di importanti saggi critici e teorici sul fumetto), di Giulio Giorello e Gian Piero Piretto (rispettivamente docenti di Filosofia della Scienza e di Cultura Visuale). Il programma dell’incontro prevede inoltre la proiezione del documentario Da Charlie Brown a Valentina. Storia di una rivoluzione a colpi di matita, alla presenza del regista veneziano Elia Romanelli.

Il primo numero di Linus (aprile 1965).

A metà degli anni ’60, sulla scia degli studi di Umberto Eco – che nel saggio Apocalittici e integrati (1964) analizza la dimensione semantica di fumetti quali Steve Canyon, Superman e i Peanuts – e di un crescente interesse per il genere, testimoniato dall’organizzazione del primo Salone Internazionale dei Comics a Bordighera (21 e 22 febbraio 1965) –, il progetto di Linus contribuì a promuovere una nuova sensibilità nei confronti del valore artistico del fumetto attraverso la pubblicazione di opere italiane e straniere selezionate secondo un duplice criterio (qualità e capacità di divertire) e di saggi critici incentrati sul tema.

“Questa rivista è dedicata per intero ai fumetti,” scriveva il direttore Giovanni Gandini nell’editoriale del primo numero, e proseguiva in questo modo: “Accanto alle storie e ai personaggi più moderni e significativi come i Peanuts (studiati ormai come un autentico prodotto di cultura), la rivista intende presentare fumetti di avventura, classici per l’infanzia, inediti di giovani autori. L’unico criterio di scelta di questa ‘letteratura grafica’ è quello del valore delle singole opere, del divertimento che ne può trarre il lettore, oggi; non quello di un interesse puramente documentario o archeologico. I classici della storia del fumetto che pubblicheremo saranno solo quelli veramente originali e ancora validi oggi, verificati a una lettura il più possibile disinteressata, scevra di mitologie. Cercheremo poi di presentare al pubblico italiano quei fumetti che ancora non conosce, di rivelargli tempestivamente le nuove scoperte di tutto il mondo, di tenerlo informato su quanto avviene e si dice in questo campo”.

Tra i numerosi fumetti pubblicati su Linus nella sua cinquantennale storia ricordiamo quelli contenuti nel primo numero (i Peanuts di Charles M. Schulz; una storia di Braccio di Ferro posteriore alla morte di Elzie Crisler Segar; Li’l Abner di Al Capp; Krazy Kat di George Harriman) e alcuni classici, esemplari per l’estrema varietà di genere (Jeff Hawke di Sidney Jordan; Valentina di Guido Crepax; Pogo di Walt Kelly; Topolino di Walt Disney; The Spirit di Will Eisner; Calvin and Hobbes di Bill Watterson; Corto Maltese di Hugo Pratt). Tra gli altrettanto numerosi scrittori e studiosi che collaborarono con la rivista menzioniamo in particolare Elio Vittorini (protagonista sul primo numero di un dibattito a tre voci con Umberto Eco e Oreste Del Buono), Vittorio Spinazzola (autore – sempre sul primo numero – di uno scritto sulla fantascienza a fumetti, da Flash Gordon a Barbarella), Ranieri Carano (assiduo collaboratore fin dai primi numeri) e Italo Calvino (che nel 1967 pubblicò sulla rivista alcuni racconti illustrati da Emilio Tadini).

Charlie (1, febbraio 1969)
Nel 1969 il progetto si confermò anche un valido format internazionale, con la pubblicazione di una rivista francese di fumetti ideata sulla falsariga di Linus e intitolata Charlie Mensuel, la quale a sua volta fornì l’ispirazione per il titolo del periodico satirico Charlie Hebdo (1970), oggi tristemente noto per le recenti vicende di cronaca.

La rivista è tuttora pubblicata in versione cartacea e digitale dall’editore Baldini&Castoldi. Testimonianze preziose della sua lunga storia sono invece conservate dall’Università degli Studi di Milano presso le collezioni APICE (gli Archivi della Parola, dell’Immagine e della Comunicazione Editoriale), nel fondo Giovanni Gandini e nell’Archivio Milano Libri.