29/04/15

I cuginetti olandesi di Pierino Porcospino


Tra i numerosi paesi in cui è stato tradotto e distribuito Der Struwwelpeter di Heinrich Hoffmann (1845) – libro illustrato per l’infanzia conosciuto in Italia come Pierino Porcospino –, l’Olanda spicca per la notevole quantità di riedizioni, rifacimenti e volumetti che si richiamano al modello originale dell’opera tedesca, all’interno di quel filone che è stato definito “Struwwelpetriaden”.

Een aardig prentenboek (1848)
La prima edizione tradotta in lingua olandese, Een aardig prentenboek met leerzame vertellingen (Un bel libro illustrato con storie istruttive), uscì nel 1848 a cura di Willem Paulus Razoux, con illustrazioni sostanzialmente ricalcate sulle originali (salvo alcune variazioni cromatiche) e lo stesso ordine delle storie utilizzato nella prima edizione tedesca (composta di otto scenette).

L’anno seguente, a cura dello stesso W. P. Razoux, uscì Een nieuw aardig prentenboek (Un nuovo bel libro illustrato, 1849), volumetto concepito come un seguito della prima raccolta di Hoffmann. Al di là delle due storie aggiunte dall’autore tedesco nelle successive edizioni dello Struwwelpeter (La storia di Giannino Guard’in aria e La storia di Roberto che vola), qui tradotte per la prima volta in olandese, l’interesse del volume risiede nella presenza di ben sette scenette tratte da Der grüne Bub (1849) di Christian Stolz, libro tedesco palesemente ideato sulla falsariga dell’opera di Hoffmann: De geschiedenis van den muurbekladder (La storia dell’imbrattamuri); De ijsselijke geschiedenis van den klimmer (La terribile storia dello scalatore); De geschiedenis van den snoeper (La storia delle caramelle); De geschiedenis van den straatschender (La storia del piccolo vandalo); De geschiedenis van den luijen Frans (La storia del pigro Frans); De geschiedenis van den wilden Karel (La storia del selvaggio Karel); De geschiedenis van den plaaggeest (La storia dello scocciatore).

W. P. Razoux, Een nieuw aardig prentenboek (1849)

Un terzo libro curato da Razoux e appartenente allo stesso filone uscì nel 1863 col titolo Het laatste aardige prentenboek (L’ultimo bel libro illustrato). La raccolta, costituita da cinque storie in versi illustrate, si riallaccia tematicamente al modello dello Struwwelpeter, ma al tempo stesso segna sul piano figurativo una significativa novità con la rappresentazione surrealistica di umani dagli attributi animaleschi (è il caso del bambino protagonista della prima storia, Hannes Haas, il cui volto si trasforma di colpo nel muso di una lepre) e con la comparsa di figure animali antropomorfizzate (come avviene nella terza storia, Dat komt nu van de wijsneuzigheid).

W. P. Razoux, Het laatste aardige prentenboek (1863)

Nel frattempo, a partire dal 1848 e almeno per tutto il corso del XIX secolo, il libro di Heinrich Hoffmann fornì il modello e la più autorevole fonte di ispirazione per svariate decine di analoghi volumetti illustrati concepiti col duplice proposito di divertire e di educare il pubblico infantile. Come il libro di Hoffmann, anche queste opere erano rivolte programmaticamente ad una figura ideale di bambino bravo e desideroso di apprendere, cui presentavano in molteplici varianti l’opposta personificazione del bambino cattivo, maleducato e testardo, esasperandone i tratti negativi e narrando in tono piuttosto canzonatorio l’inevitabile castigo riservatogli.

Tale opposizione tra le due figure ideali di bambino – che negli stessi decenni si riflette anche in molti libri illustrati aventi come tema l’arrivo di San Nicola – è esplicitata fin dal titolo in Stoute jongens en meisjes. Een prentenboek voor zoete kinderen (Ragazzi e ragazze cattive. Un libro illustrato per bambini dolci, 1859), traduzione olandese di un libro tedesco del 1848 (Die unartigen Kinder di Julius Bähr, illustrato da Theodor Hosemann), e in Stoute kinderen voor zoete kinderen (Bambini cattivi per bambini dolci, 1860), libro di J. Norweb composto da sette storie di bambini puniti per i loro vizi, ed in alcuni casi in modo particolarmente atroce (in Mietje en het mesMietje e il coltello – una bambina che ama giocherellare col coltello finisce per tagliarsi il corpo in due; in Hein de luistervinkHein l’origliatore – un bambino che ha l’abitudine di origliare attraverso la serratura sente un ragno entrargli nell’orecchio, e per riuscire a liberarsene deve sottoporsi ad un impressionante trattamento medico).

Stoute jongens en meisjes (1859, ill. di Theodor Hosemann)

J. Norweb, Stoute kinderen voor zoete kinderen (1860)

Esempi ulteriori della fortuna riscossa dal motivo del bambino cattivo sono forniti da De ondeugende kinderen (I bambini monelli, 1852), adattamento olandese di Lachende Kinder (1850, testi di Adolf Glaßbrenner e illustrazioni di Theodor Hosemann) a cura del poeta J. J. A. Goeverneur, e da De appeldieven en De Blaauwkuip. Twee ware geschiedenissen (I ladri di mele e Gli imbrattamuri. Due storie vere, 1854), opera di M. Weegenaar che rielabora due episodi compresi nel secondo libro di Razoux.

De ondeugende kinderen
(1852, ill. di T. Hosemann)
M. Weegenaar, De appeldieven
en De blaauwkuip
(1854)

Negli stessi decenni non si contano le varie traduzioni e i rifacimenti dello Struwwelpeter di Hoffmann (Piet de Smeerpoets in olandese), di volta in volta corredati da nuove illustrazioni. Un libro intitolato De kameraadjes van Pietje Smeerpoets (I compagni di Pierino Porcospino, 1890 ca) riflette bene la pratica di comporre raccolte miste, comprendenti sia storie tratte da Hoffmann che storie ideate per l’occasione. Particolarmente degne di nota, all’inizio del XX secolo (a riprova di un interesse sempre vivo per l’opera), sono infine le illustrazioni di Cornelis Spoor (Het beroemde prentenboek naar Struwelpeter, a cura di Oom Gus, 1905) e quelle realizzate da Daan Hoeksema per una serie di volumetti pubblicati nel 1927, ognuno dei quali ripropone in versione più estesa una coppia o un terzetto di storie tratte da Hoffmann e dal secondo libro di Razoux.

Illustrazione tratta da un’edizione olandese dello Struwwelpeter (1880 ca).

De kameraadjes van Pietje Smeerpoets (1890 ca)

De kameraadjes van Pietje Smeerpoets (1890 ca)

Het beroemde prentenboek naar Struwelpeter (1905, ill. di Cornelis Spoor)

De Struwelpetertjes. Soep Hein; Flip de schommelaar (1927, ill. di Daan Hoeksema)


Links:
http://www.dbnl.org/
http://www.geheugenvannederland.nl/?/nl/collecties/prentenboeken_van_1810_tot_1950
http://members.aon.at/zeitlupe/struwwelpeter.html