22 agosto 2014

L’iconografia di san Nicola nei libri per l’infanzia olandesi


Il culto di san Nicola (san Nicolò) è legato all’infanzia a partire dall’epoca medioevale, quando in Europa cominciarono a diffondersi alcune leggende sui miracoli da lui compiuti a favore di bambini. I più famosi miracoli riguardano la resurrezione di tre bambini (o di tre chierici), assassinati da un macellaio, e il dono di monete d’oro a tre fanciulle povere.

Nel XIX secolo san Nicola diventa una figura popolare ricorrente nei libri illustrati per bambini. Nello Struwwelpeter (1845) di Heinrich Hoffmann, libro tedesco tradotto in moltissimi paesi, san Nicola ha dismesso gli abiti del vescovo e compare in una veste secolarizzata nei panni del “grande Nikolas”, maestro severo e inquietante che punisce i bambini cattivi, colpevoli di aver preso in giro un compagno di colore, gettandoli in un enorme calamaio colmo d’inchiostro. Una simile iconografia di san Nicola in versione spauracchio compare anche nel Lustiges Bilderbuch (1852) di Franz Pocci.

H. Hoffmann, Struwwelpeter (1845).
Illustrazione tratta dall’edizione del 1858.
F. Pocci, Tante Keetje’s prentenboek (1854),
ediz. olandese di Pocci’s lustiges Bilderbuch (1852).

Gli adattamenti olandesi dello Struwwelpeter di Hoffmann si discostano gradualmente da questa immagine secolarizzata di san Nicola. Col succedersi delle riedizioni, i disegni originali subiscono modifiche e vengono poi sostituiti da nuove illustrazioni per assecondare il gusto popolare. In alcune riedizioni olandesi, così, il “grande Nikolas” non è più un maestro ma torna ad indossare i suoi abiti da vescovo.

Riedizione olandese dello Struwwelpeter di H. Hoffmann (fine XIX secolo?).

Riedizione olandese dello Struwwelpeter di H. Hoffmann, ill. di C. Spoor (1922).

L’iconografia di san Nicola nei libri per l’infanzia olandesi è maggiormente legata alla tradizione religiosa: fin dalle prime illustrazioni del XIX secolo il santo è rappresentato con la lunga barba bianca, l’abito rosso, il bastone e la mitra vescovile, solitamente in sella ad un cavallo. Le tradizionali funzioni di san Nicola obbediscono ad una logica remunerativa, e sono determinate dal comportamento dei bambini: la consegna di regali (frutta, dolci e giocattoli) per i bambini buoni e la punizione (sotto forma di frustate e/o di rapimento in un sacco) per quelli cattivi. In un libro del 1814, l’arrivo di san Nicola è presentato in forma allusiva attraverso un quadro appeso nella stanza, mentre la sua funzione punitiva è segnalata dal fascio di ramoscelli riposto sul pavimento. In un libro del 1849 il castigo inflitto dal santo ad un bambino è invece rappresentato in modo esplicito.

E. J. B. Schonck, St. Nikolaas - 
geschenk aan de jeugd (1814)
C. van Schaick, Sint Nikolaas - 
vertellingen voor de jeugd (1849)

In un primo tempo le due funzioni (premio e punizione) sono attribuite alla sola figura di san Nicola; in un secondo tempo, per un processo di innovazione comune a molte tradizioni dei paesi al nord delle Alpi, la funzione punitiva tende ad essere delegata ad alcune figure di aiutanti, che per questo motivo assumono nell’immaginario popolare una connotazione demoniaca ed inquietante. Nei Paesi Bassi, a partire dalla metà del XIX secolo, san Nicola viene accompagnato nelle sue visite ai bambini da un servo di colore chiamato Zwarte Piet (Pietro il nero), figura ambivalente di spauracchio clownesco, vestito con sgargianti abiti medioevali da moro, che è associata al diavolo (indicato col suo stesso nome nel gergo olandese medioevale) e allo spazzacamini (per l’abitudine di camminare sui tetti e di introdursi nelle case attraverso la canna fumaria). In alcuni libri san Nicola è accompagnato non solo da Zwarte Piet, ma anche da un numero imprecisato di servi di colore che lo aiutano a confezionare i regali.

Il primo libro per bambini a presentare la figura del servo di colore è St. Nikolaas en zijn knecht di Jan Schenkman (1850), ma è probabile che il motivo sia più antico (già nella storia di Hoffmann la comparsa di san Nicola è preceduta da quella di un “moretto”, e analoghe figure di accompagnatori di san Nicola si ritrovano già nei secoli precedenti in alcune tradizioni dei paesi alpini).

J. Schenkman, St. Nikolaas en zijn knecht (1850)

J. Schenkman, St. Nikolaas en zijn knecht (1850)

J. Schenkman, St. Nikolaas en zijn knecht (1850)

Il libro di Schenkman ottenne un grande successo di pubblico, e nei decenni successivi fu ristampato più volte corredato da nuove illustrazioni. La formula del libro, inoltre, venne riproposta da numerose pubblicazioni simili, ognuna delle quali racconta dell’arrivo di san Nicola e Zwarte Piet in città, delle loro visite a scuole e negozi, dell’ingresso nelle case di bambini – ricorrente l’accento sul diverso trattamento riservato a buoni e cattivi – ed infine del loro congedo dalla città.

Illustrazione tratta da una riedizione (1885) del libro di Schenkman.

Copertina di una riedizione (1905) del libro di Schenkman.

Illustrazione di P. van Geldorp tratta da una riedizione (1907) del libro di Schenkman.

Illustrazione di P. van Geldorp tratta da una riedizione (1907) del libro di Schenkman.

A. C. Callenfels, Intocht van St. Nicolaas (1903)

T. Frankie, A. Ladenius (ill.) Nieuw St. Niklaas boek (1906)

O. Abraham, D. Hoeksema (ill.), Mee in den zak (1915)

A. Sutorius, S. Aafjes (ill.), Het nieuwe Nicolaasboek (1925)

S. Abramsz, J. G. Kesler (ill.), Van Sinterklaas en Pieterbaas (1926)

A. B. van Tienhoven, F. Langeler (ill.) Sinterklaas kapoentje (1928)

Nuovi libri su san Nicola sono stati pubblicati per tutto il Novecento e oltre, né sono mancate sue comparse su popolari riviste a fumetti, in corrispondenza col giorno a lui consacrato (il 6 dicembre).

Sjors (1969)


Links:
http://www.kb.nl/dossiers/maatschappij-algemeen/sinterklaas/
http://www.dbnl.org/onzekinderboeken/
http://www.geheugenvannederland.nl/