26 dicembre 2016

Fiaba e archetipi dell’immaginario da «Ico» a «The Last Guardian»


[Spoiler alert: il lettore che non abbia concluso The Last Guardian e non voglia conoscerne il finale è invitato a non leggere la seconda parte dell’articolo, L’immaginario iniziatico in «The Last Guardian».]

Negli anni Duemila il Team Ico diretto da Fumito Ueda sviluppò due videogiochi di avventura – Ico (2001) e Shadow of the Colossus (2005) – che innovarono l’immaginario del genere e ne ampliarono le possibilità espressive in modi per certi versi impensabili prima di allora. I più attenti critici hanno osservato che l’esperienza offerta da questi giochi non è riducibile all’ambito ludico, ma è comparabile a quella di un’opera d’arte; chiunque, sperimentandone l’atmosfera rarefatta e solitaria nell’esplorare castelli e rovine immensi, deserti e meravigliosi, nei panni di un bambino (Ico) e di un giovane eroe a cavallo (SoC), vi ha riconosciuto il carattere poetico e fiabesco di una storia senza età.

17 novembre 2016

Emilio Salgari e la fantascienza. «Alla conquista della Luna»


È un destino comune a molti scrittori quello di finire col tempo inquadrati nella memoria collettiva sulla base di un’immagine parziale della loro opera e identità, appiattita talvolta sul ricordo di un singolo titolo (al caso emblematico del Pinocchio di Collodi si potrebbe accostare quello dell’Eco romanziere e del suo bestseller Il nome della rosa); ne sono vittime privilegiate, per quella che può apparire come un’ironia della sorte, scrittori che in vita hanno conosciuto il successo e una rara vena prolifica.

29 settembre 2016

«Inside», o ai margini di un incubo dimensionale


[Spoiler alert: il lettore che non abbia concluso il videogioco e non voglia conoscerne il finale è invitato a non leggere la seconda parte dell’articolo.]

Solo in un bosco, di corsa, facendo attenzione a non lasciarsi catturare da guardie armate appostate tra gli alberi coi loro furgoni: il bambino percorre all’ombra un sentiero fangoso, supera un ruscello e delle staccionate, attraversa un laghetto nuotando sott’acqua… Nessuna parola o didascalia chiarifica il contesto della vicenda; soltanto l’abbaiare dei cani o il rumore di ruote che si allontanano rompono a tratti un silenzio altrimenti assoluto, scandito per il giocatore dal suono dei passi e dal respiro affannoso del bambino.

26 agosto 2016

[Soffitte] Pedagogia nera e libri per l’infanzia nell’età della Secessione


La rubrica Soffitte era stata inaugurata mesi fa da una rassegna di libri illustrati per bambini nell’Unione Sovietica degli anni ‘20; a un’altezza cronologica di poco precedente è dedicata questa nuova selezione, sempre di libri illustrati, questa volta pubblicati nei paesi di lingua tedesca durante il primo decennio del ‘900. Come etichetta rappresentativa dell’epoca si è scelta quella della Secessione, movimento artistico e culturale che ebbe i suoi influssi anche nell’ambito della produzione di libri per l’infanzia, e come motivo cardine quello della pedagogia nera (Schwarze Pädagogik), costante tematica di un gran numero di storie dell’epoca.

10 luglio 2016

Romano Bilenchi. L’adolescente ne «Gli anni impossibili»


Ho scoperto la scrittura di Romano Bilenchi tra gli scaffali della Libet – libreria “del riacquisto” che tratta solo libri usati di qualità –, quando ancora frequentavo la facoltà di Giurisprudenza all’Università Cattolica di Milano. Anni dopo, nel 2014, la mia tesi per la laurea triennale in Lettere sarebbe stata dedicata a quella che considero la sua opera maggiore, vale a dire il romanzo Gli anni impossibili.