13 novembre 2015

[Altreletture] Walt Disney, Charles Schulz e Bill Watterson


Il secondo appuntamento con la nostra rubrica dedicata alla segnalazione di articoli interessanti pubblicati sul web, come da titolo, è incentrato quasi per intero su tre grandi protagonisti statunitensi della storia del fumetto e dei cartoni animati, per i quali ogni presentazione risulterebbe superflua: Walt Disney, Charles Schulz e Bill Watterson.

Sulla produzione animata di Walt Disney, tre brillanti articoli in lingua inglese sono stati pubblicati lo scorso anno su The Dissolve, portale di critica e notizie cinematografiche che ha purtroppo interrotto la sua attività alcuni mesi fa. I tre articoli, sviluppatisi nel corso di una discussione online promossa dal sito riguardo al Pinocchio (1940) di Walt Disney, prendono in esame le radici di un certo tipo di immaginario weird in alcuni cortometraggi animati della serie Silly Symphonies (Noel Murray, The old, weird Disney, in seven pre-Pinocchio cartoons), gli elementi più spaventosi della storia, con un opportuno riferimento al romanzo di Collodi (Tasha Robinson e Nathan Rabin, Pinocchio’s dark horror—and darker source material) ed infine l’importanza storica del film da un punto di vista più specificamente tecnico (Genevieve Koski, How Pinocchio set the standard for feature animation).

Una scena weird tratta dal cortometraggio Lullaby Land (1933),
prodotto da Walt Disney e appartenente alla serie Silly Symphonies.

Sempre su Walt Disney, un articolo di fresca pubblicazione su Il Post celebra i 75 anni di Fantasia (1940) ripercorrendone la storia produttiva e le tappe del difficile riconoscimento, da parte della critica e del grande pubblico, della sua qualità artistica (oggi senz’altro innegabile). Una più trasversale e inedita panoramica sul cinema di Walt Disney è offerta da un contributo di Andrea Fiamma apparso su Fumettologica, ricco di spunti per indagarvi la persistenza di immagini inquietanti che si riallaccerebbero “a un’idea di fiaba che guarda al genere come a racconti cautelativi costruiti su paure da esorcizzare, istinti primordiali e conflitti interiori che il lettore deve risolvere”.

Lo stesso Andrea Fiamma, sempre per Fumettologica, è autore di un bel pezzo sulle opposte sorti riservate da Charles Schulz e Bill Watterson ai propri personaggi a fumetti (rispettivamente i Peanuts e Calvin and Hobbes), sulla base di differenti considerazioni circa il ruolo dell’artista e il suo rapporto con il pubblico. Un altro articolo, pubblicato da Alberto Magnani sulla rubrica culturale del Sole 24 Ore, festeggia i 65 anni del personaggio più iconico di Charles Schulz, vale a dire il bracchetto Snoopy.

Chiude la rassegna – e si riallaccia idealmente al discorso accennato in principio sull’immaginario weird degli antichi cartoni animati – una scheda pubblicata su Cartoon Research in merito a Puttin’ Out the Kitten (1937), cortometraggio di Scrappy che rientra di diritto tra i più stravaganti, onirici e surreali distribuiti in quegli anni dalla Columbia. Di seguito un fotogramma; al link indicato, assieme all’articolo, il video completo (disponibile anche in una versione ad alta qualità).

Puttin’ Out the Kitten (1937)


Articoli segnalati:

[https://thedissolve.com/features/movie-of-the-week/819-the-old-weird-disney-in-seven-pre-pinocchio-cartoo/]

[http://thedissolve.com/features/movie-of-the-week/816-pinocchios-dark-horrorand-darker-source-material/]

[http://thedissolve.com/features/movie-of-the-week/815-how-pinocchio-set-the-standard-for-feature-animati/]
[http://www.ilpost.it/2015/11/13/fantasia-disney-75-anni/]
[http://www.fumettologica.it/2015/10/film-disney-dark/]

[http://www.fumettologica.it/2015/09/charles-schulz-vs-bill-watterson/]

[http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2015-08-11/tanti-auguri-snoopy-bracchetto-schulz-compie-65-anni-e-si-prepara-grande-schermo-184432.shtml]

[http://cartoonresearch.com/index.php/puttin-out-the-kitten-1937/]